FRANTOIO DEI PLACIDA ITALIANO
FRANTOIO DEI PLACIDA
Nel silenzio del Frantoio Placida a Sellìa vive ancora l'anima di una comunità, dove il lavoro dei campi incontrava il miracolo dell'elettricità per trasformare il sacrificio dei contadini in puro oro liquido.
Ci sono luoghi che il tempo sembra aver dimenticato, custodi silenziosi di una memoria che rischia di svanire, ma che oggi a Sellìa ci aprono le porte di uno dei segreti più preziosi del nostro borgo. Il Frantoio Placida raccontava, e racconta ancora, la vita profonda della comunità di Sellìa: un tempo queste stanze vibravano di attività e di passi, con i contadini che vi arrivavano stanchi dopo le lunghe giornate di lavoro nei campi, ma profondamente fieri di poter versare il proprio raccolto dentro le grandi vasche numerate, le cosiddette "olivare", dove ogni numero rappresentava un segno distintivo di riconoscimento e tutela per difendere il frutto di un intero anno di fatiche e sacrifici. Quando arrivava il proprio turno, il processo di lavorazione prendeva vita e le olive venivano fatte scivolare attraverso un foro praticato nel pavimento, scendendo direttamente verso il cuore operativo del frantoio dove avveniva la magia della trasformazione. Questo edificio ha rappresentato una svolta fondamentale per la storia locale, essendo stato uno dei primi frantoi ad alimentazione elettrica del paese, ed è ancora possibile immaginare il rimbombo sordo ed imponente delle enormi macine in pietra che entravano in funzione per frantumare i frutti. Una volta ottenuta la pasta d'oliva, questa veniva accuratamente sistemata all'interno delle tradizionali coffe, sovrapposte e posizionate sotto la struttura delle grandi presse dove, sotto una spinta potente e costante, si compiva il miracolo dell'estrazione, con un flusso abbondante composto da olio e acqua di vegetazione che cominciava a scorrere verso le vasche di decantazione. In queste ultime, grazie al principio naturale dell'affioramento, l'olio, più leggero dell'acqua, saliva gradualmente a galla, pronto per essere raccolto in tutta la sua purezza. Oggi in questi ambienti regna il silenzio, ma basta soffermarsi un istante per percepire ancora il profumo intenso dell'olio appena spremuto e riascoltare l'eco viva di una comunità che, proprio intorno a queste pietre e a questi macchinari, raccoglieva e scriveva la sua storia.
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