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Il Castello di Sellia (CZ): fonti storiche e cenni archeologici

Sellia soffre di una notevole carenza di fonti scritte, in particolare per i secoli precedenti al XIII, dovuta forse alla perdita di documenti archivistici in seguito ai bombardamenti o alla presenza di fonti ancora inedite. Le origini del centro si perdono nella leggenda di rifondazione legata a Trischene/Trium Tabernarum, insieme a Taverna Vecchia e Simeri; la stessa etimologia del toponimo potrebbe rimandare a una presenza bizantina nell'area.

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Le fonti storiografiche

1272 – Prima menzione storiografica certa: un atto di Carlo I d'Angiò diffida Berteraimo de Malamorte dal disturbare i possedimenti del signore di Sellia, Guglielmo (REG. ANG. Vol. VII, n° 355 e n° 363).

1280 – Carlo I ordina a Goffredo di Sumesot, Giustiziere di Valle Crati e Terra Giordana, di staccare Sellia (con Simeri, Taverna e Barbaro) dal suo giustizierato per aggregarla a quello di Calabria (C. Minieri Riccio, 1875-1880).

1282 – Durante le guerre del Vespro, la difesa di Sellia, Simeri, Taverna, Barbaro e altri insediamenti viene affidata da Carlo I a Bertrando D'Artois (C. Minieri Riccio, cit. in E. Pontieri, 1950).

XIII-XV secolo – Per questo periodo l'unico riferimento disponibile è l'opera di Padre Fiore da Cropani, "La Calabria Illustrata" (XVII secolo, rist. a cura di U. Nisticò, 1999). Vi si apprende che nel 1399 Sellia era sotto il dominio di Guglielmo Mazza, i cui discendenti la tennero fino al 1466, quando passò ai Baroni Sersale.

1439-1459 – Le rivolte di Antonio Centelles nel Regno di Napoli coinvolgono direttamente Sellia. Centelles, sposando Enrichetta Ruffo, acquisisce i feudi dei Ruffo di Calabria, scatenando guerre contro Ferdinando d'Aragona; dopo la sconfitta e il perdono regio, torna in Calabria nel 1458-59 sollevando i feudatari calabresi. Sellia, insieme a Catanzaro, Taverna, Simeri e Zagarise, è teatro degli scontri (fonte: E. Pontieri, "La Calabria a metà del sec. XV e le rivolte di Antonio Centelles", basata su "Codice Aragonese" e "Diurnali del duca di Monteleone").

1466-1662 – Al termine delle rivolte, Sellia è tolta a Centelles e affidata al barone Bartolo Sersale di Cosenza; i Sersale governano il feudo fino al 1662.

1662-1806 – Il feudo passa ai baroni Perrone da Rossano (capostipite Giovan Lorenzo), che lo mantengono fino all'eversione della feudalità del 1806, pur continuando ad abitare il palazzo baronale ai piedi del castello fino alla sua distruzione per la frana degli anni '40 del Novecento.

Cenni sul castello e sul contesto archeologico

Tra il 1939 e il 1949 il massiccio granitico su cui sorge Sellia fu interessato da un imponente movimento franoso, apertosi su tre fronti: uno a Sud, in prossimità dei ruderi del castello, e due sul versante NE del centro abitato. L'evento cancellò gran parte del quartiere sottostante la fortezza e la residenza baronale, compromettendo pesantemente la struttura originaria del castello, di cui oggi resta solo una porzione.

Le strutture murarie superstiti, tuttavia, si conservano in tre tronconi principali, con tecnica costruttiva "a sacco" (doppia cortina in blocchi di granito lavorati a spacco, con riempimento di malta e schegge di granito):


Sulla base delle foto d'epoca (in particolare uno scatto del 1935) e della morfologia del sito, si ipotizza che il castello sorgesse su un ampio pianoro con pareti a strapiombo, dotato di un torrione centrale e di almeno due torri lungo la cortina muraria, oggi in gran parte inghiottite dalla frana.

Oltre al castello, sono state individuate evidenze di una cinta muraria urbica e di due porte d'accesso al borgo: la "Portabella", a Est, con androne a doppio arco voltato (tessitura muraria inquadrabile tra XI e XII secolo, con inzeppature di coppi datate tra XIV e XV secolo) e la "Porta di Montagna", a Ovest, presso la struttura nota come "il Ponte", entrambe difese da torrioni semicircolari. L'insieme suggerisce un sistema difensivo unitario, imperniato sul castello, databile nelle sue fasi embrionali almeno al X-XI secolo, con rifacimenti successivi.

* Fonte "Fortificazioni medievali nell'area presilana catanzarese: i casi di Sellia, Simeri e Taverna Vecchia" Tesi di Specializzazione in Archeologia Medievale Chiricò Lorenzo Antonio

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